Chi è Francesca

francesca Lopresti

1968. Gli studenti nelle piazze manifestavano ed io imparavo ad andare in bicicletta Avevo 5 anni, un giorno mia mamma Maria disse:

“preparerò sabato sera una cenetta coi fiocchi”.

Io non vedevo l’ora di seguirne i preparativi, già la spesa mi aveva emozionata: cibo particolare, ortaggi freschi e frutti esotici e poi un frutto con un bel ciuffo che non avevo mai visto prima. Mi disse “questa si chiama ananas” rispondendo alla mia domanda che già faceva intravedere una voglia matta di non perdere neanche un minimo dettaglio.

Ma chissà cosa avrebbe fatto con quell’ananas!!! Mai avrei potuto immaginare che l’abbinamento sarebbe stato con una crema pasticcera alla menta.

Purtroppo lo zelo di Maria non era aiutato dalla tecnologia del momento e la crema preparata nel pentolino di acciaio al posto delle attuali antiaderenti finisce tutta bruciata dritta e volante in giardino tra carote ed insalata e come sottofondo una serie di nomi che incominciavano tutti con o san o santa o immacolata, scoprivo più avanti che erano stati per la maggioranza martiri e anche in quell’occasione celebravano la loro fine.

Poveretti!!! Poveretti loro e poveretta la crema alla menta. Se la crema avesse mai immaginato di fare una passeggiata con i santi, l’avrebbe sognata accompagna da un’Ave Maria di Schubert non certo con le “litanie” di Maria.

Non era proprio la giornata giusta e quindi tutta le mie successive curiosità su questa tanto attesa Cena coi Fiocchi decidevano di starsene tranquille e beate.

Certo è che se la crema avesse dovuto essere la base per la creazione di fiocchi eravamo messi male. Invece al secondo tentativo la crema con il suo un meraviglioso profumo di menta e vaniglia veniva messa in una sacchetto a forma di cono e lasciata scendere cremosa dentro la fetta di ananas alla quale Maria aveva tolto il torsolo centrale.  Una ciliegina candita sopra la crema contrastava i colori risaltandone il meraviglioso aspetto.

Poi in men che non si dica da una decina di patate lesse vedevo realizzare delle gioiose chicche dette gnocchi.

Ricordo ancora il sapore del condimento fatto con un animale chiamato pernice, dalla sua carne un profumatissimo e gustosissimo ragù ma fiocchi niente, neanche qui se ne vedeva traccia.

Erano le 16, gli ospiti sarebbero arrivati verso le 20 ormai sicuramente Maria i fiocchi non li avrebbe più fatti ne potuti fare, il contrattempo della crema oltre a creare parapiglia aveva allontanato la creatività.

Forse una speranza c’era, l’apparecchiatura!!!

Eh si! Ecco dove gli ospiti avrebbero visto i fiocchi, dicevo a me stessa mentre Maria stende la tovaglia. Invece niente di niente, vedevo solo una bella tovaglia tessuta nel vecchio telaio di casa e ricamata a mano e il ricamo raffigurava una margherite e le foglioline erano ovali, mica fiocchi.

Non mi restava che intervenire per salvare la serata.

Chiedevo a Maria se del mio aiuto avesse potuto ormai farne a meno, la sua risposta affermativa mi lasciava andare libera.

Bussavo alla vicina di casa, oggi si sarebbe chiamata “babysitter”, all’epoca era “Tota Rina”, una zitella grassottella che mi governava allorquando i miei genitori erano al lavoro.

Mi apriva la porta, io chiaramente preoccupata. Le spiegavo cosa stava succedendo nell’appartamento attiguo al suo, le raccontavo che la mamma aveva promesso una cena coi fiocchi allo zio che ci avrebbe portato la fidanzata a conoscere ma la cosa grave era che i fiocchi se li stava dimenticando, stava preparando solo la cena.

Ed il tempo incalzava!!!

Cara Tota Rina, che bella donna che eri, ma perché nessun uomo ti aveva scelta? Donna dolce e buona dotata di grande intelligenza.

Davanti alla mia grande preoccupazione niente di più importante al mondo in quel momento avrebbe potuto fermarla.

Mi prese per mano e mi disse:  

“Cara Francesca i fiocchi li faremo noi”.

Tale era la mia contentezza che il tempo trascorso per la realizzazione dei fiocchi era interminabile non vedevo l’ora di poter dare a mia mamma i fiocchi, di averle cosi risparmiato una figuraccia e di non averla fatta lavorare ancor di più.

Prendevamo della lana, dei cartoncini che tagliavamo a forma di cerchio praticavamo dei fori e facevamo fare alla lana con un ago diversi giri intorno poi leghiamo alla base il tutto, tagliavamo la parte esterna ed ecco dei bellissimi fiocchi come una magia.

Bellissimi!!! Ma cos’era venuto in mente a Maria di promettere una cena coi fiocchi … un lavoraccio!!!!

Tota Rina mi diceva “rimarranno a bocca aperta per i nostri bellissimi fiocchi”.

E a bocca aperta rimasero si ma per trattenere una gran risata che gentilmente mi avevano risparmiato ma che poi dopo tanti anni nel 2010 è diventata una lacrimuccia quando a loro dico che avrei chiamato il mio ristorante Osteria la Cena coi Fiocchi.

Ecco chi sono!!

sono una ristoratrice, lo sono ormai da 32 anni.

Amo la cucina da 45, da quel lontano 1968 e la amo sempre ogni giorno ogni momento, amo ancor di più il cibo e servirlo al tavolo, offrire dei momenti piacevoli alle persone che vengono nel mio ristorante, offrire loro un incontro con il cibo troppo spesso trascurato.

In questo blog cercherò di trasmettere questa mia passione dandovi graziose, semplici ricette facili da preparare senza spendere tanti soldi risparmiando e rispettando il cibo. Il segreto è amare gli ingredienti, saranno loro a darvi tante soddisfazioni in cucina più di quanto ve ne darebbe la preparazione di una ricetta difficile proposta da un grande Chef ma che a voi non da nessuna emozione.

Buona lettura!                                           firma

One Response to Chi è Francesca

  1. maria scrive:

    Saro per sempre orgogliosa di te

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